Affidamento rete idrica in corso: ma le opere private chi le trasferisce?

L’affidamento definitivo della rete idrica di Torre delle Stelle è la notizia d’inizio estate da parte dei Sindaci, di Maracalagonis e Sinnai, e di Abbanoa.

La notizia è stata pubblicata, circa un mese fa, nel sito ufficiale del Condominio e non nei siti dei rispettivi Enti (fatto alquanto strano per una comunicazione ai cittadini di tale importanza).
Questa la nota informativa: comunicazione Abbanoa, Comuni di Maracalagonis e Sinnai.

Si legge:
  • che è in corso di perfezionamento il processo di affidamento in gestione del servizio idrico
  • che si è in attesa che l’Egas formalizzi l’affidamento tramite delibera
  • che in fase di stipula del contratto (per la singola utenza idrica) Abbanoa richiederà a ciascun nuovo cliente la certificazione del funzionamento del sistema di raccolta e smaltimento degli scarichi fognari.

Strano a dirsi, ma i Comuni di Maracalagonis e Sinnai, dopo vent’anni di disinteresse totale, improvvisamente hanno a cuore la salvaguardia ambientale della nostra località: sono molto preoccupati per gli scarichi fognari esistenti a Torre delle Stelle e per le acque di balneazione.
E’ diventata improcrastinabile la realizzazione delle fogne.
In sostanza ciò che affermavano e chiedevano i condomini dieci anni fa, quando il Comune di Maracalagonis ha invece speso tre milioni di euro di soldi pubblici, nelle opere inutili del parco e nel cementificare strade senza la rete fognaria sottostante.

Vi è poi l’informativa sui FUTURI contratti singoli.
Ciò smentisce l’Associazione TdS che pubblicamente, su L’Unione Sarda del 14/10/2016, affermava che Abbanoa aveva avviato la stipula dei singoli contratti. Conferma, invece, che l’utenza intestata al Condominio è ancora l’unica utenza Abbanoa a Torre delle Stelle. E’ l’utenza che fornisce l’acqua a tutte le abitazioni di Torre delle Stelle, con la conseguente illegittimità dei pagamenti effettuati direttamente ad Abbanoa.
Pensano forse, i furbi proprietari che si auto-calcolano gli importi al ribasso (46 centesimi/mc), che debbano essere gli altri condomini a pagare la differenza della tariffa richiesta da Abbanoa e la loro quota fissa?
Ebbene, la Corte di Cassazione la pensa in modo differente:
il singolo condomino è pur sempre obbligato a pagare al condominio, e non al terzo, le spese dovute in forza dei criteri di riparto ex lege o da convenzione, né può utilmente opporre all’amministratore che il pagamento sia stato da lui effettuato direttamente al terzo, in quanto, si assume, ciò altererebbe la gestione complessiva del condominio (Cassazione, Sez. II, 29 gennaio 2013, n. 2049; Cassazione, Sez. VI, 17 febbraio 2014, n. 3636; Cassazione, Sez. VI, 9 giugno 2017, n. 14530)

– Formalizzazione affidamento

Dell’intero comunicato la nota più importante è però la formalizzazione dell’affidamento che avverrà con la delibera dell’Ente di Governo dell’Ambito della Sardegna (Egas).

Ci vien detto che la delibera con l’affidamento definitivo sarà a breve. Ciò significa che evidentemente sono stati superati i problemi per i quali l’Avvocatura Distrettuale dello Stato si era espressa, in via del tutto eccezionale, a favore della sola gestione provvisoria di Abbanoa.

Così ha deciso l’Egas con la Delibera N.27 del 10 agosto 2016:
Propone
3. di dare atto che tale gestione costituisce una situazione eccezionale che può essere adottata solo per un limitato periodo di tempo, in attesa di porre in essere tutti gli atti che consentano l’applicazione dell’art.153 del D.Lgs. 152/06 e la gestione in questo periodo può essere considerata utile quale periodo di avviamento ai sensi del comma 7 dell’art.15 della convenzione di affidamento;
Vista la delibera, e il prossimo affidamento definitivo, è evidente che ora i Comuni sono nella situazione di poter applicare a pieno titolo l’art.153 del D.Lgs. 152/06 con il conseguente rispetto del comma 7 dell’art.15 della convenzione di affidamento.

L’ART. 153 del D.Lgs. 152/06 che recita:
“Le infrastrutture idriche di proprietà degli enti locali ai sensi dell’articolo 143 sono affidate in concessione d’uso gratuita, per tutta la durata della gestione, al gestore del servizio idrico integrato, il quale ne assume i relativi oneri nei termini previsti dalla convenzione e dal relativo disciplinare.”

Il 7° comma dell’art. 15 della convenzione di affidamento:
“Eventuali opere attinenti al Servizio Idrico Integrato, realizzate direttamente o indirettamente dagli Enti Locali successivamente alla data di efficacia della prima convenzione, verranno affidate al Gestore sulla base di un “atto di trasferimento della gestione” fra l’Autorità d’Ambito, il Gestore e la Stazione Appaltante, previa sottoscrizione di un verbale di consistenza e funzionalità delle infrastrutture, redatto dal Gestore in contraddittorio con il soggetto che ha realizzato l’opera, di norma a conclusione di un periodo di avviamento degli impianti operato dall’impresa appaltatrice e dal Gestore.”

Non servono menti eccelse per comprendere che nell’affidamento della rete idrica di Torre delle Stelle vi sono delle contraddizioni che volutamente sono state taciute.

Per comprenderle è indispensabile rileggere la Sentenza del Tar che ha acclarato l’obbligo di Abbanoa a farsi carico della nostra rete idrica.

– Sentenza Tar causa Abbanoa contro Comune di Maracalagonis

Nel luglio 2015 la Società Abbanoa aveva promosso il ricorso contro l’Ordinanza del Comune di Maracalagonis che la obbligava alla presa in carico della rete idrica.

Nel ricorso Abbanoa si opponeva alla presa in carico con svariate argomentazioni, tra le quali la non proprietà del Comune di Maracalagonis di tutte le infrastrutture idriche.
Il Tar Sardegna ha invece dichiarato che la proprietà del Comune di Maracalagonis è stata accertata. 

Con la Sentenza n. 481 del 1 giugno 2016 il Tar Sardegna ha dichiarato che la proprietà comunale delle infrastrutture è stata accertata dalle sentenze che hanno sancito l’obbligo del Comune di Maracalagonis a farsi carico delle opere di urbanizzazione della lottizzazione “Canne Sisa e Baccu Mandara” e che pertanto, in base all’art. 153, Abbanoa doveva prendere in carico la rete di proprietà del Comune di Maracalagonis.

Dalla sentenza:
“Deve infatti ritenersi che – a seguito della sentenza di questo Tribunale, seconda sezione, n. 602 del 10 settembre 2013, con la quale il comune di Maracalagonis è stato condannato alla presa in carico delle opere di urbanizzazione, tra le quali la rete idrica in questione, nonché a seguito della sentenza del Consiglio di Stato, sezione quarta, n. 5847 del 7 novembre 2014, con la quale è stata confermata in sede d’appello la predetta sentenza ed è stata accertata la proprietà comunale degli impianti idrici – la gestione di tali impianti idrici non può che competere all’ente gestore e cioè all’odierna ricorrente, in forza del già richiamato disposto di cui all’articolo 153, comma primo, del D.lgs. 152/2006, secondo cui le infrastrutture idriche di proprietà degli enti locali, come nella specie, devono essere date in concessione gratuita al Gestore del servizio idrico integrato, e cioè all’odierna ricorrente, al fine della gestione del relativo servizio.”

E’ dunque accaduto che:

  • il 1 giugno 2016 il Tar Sardegna ha dichiarato accertata la proprietà comunale degli impianti idrici e la conseguente applicabilità dell’art. 153
  • il 10 agosto 2016 l’Egas ha deliberato che l’art. 153 non poteva essere applicato, perché il Comune di Maracalagonis non è proprietario di tutte le infrastrutture idriche da dare in concessione gratuita ad Abbanoa.

Non vi pare incredibile che la proprietà del Comune sia stata accertata il 1 giugno e dopo due mesi, il 10 agosto, questa proprietà fosse senza titoli?
E’ evidente che il Tar ha accertato una proprietà sulla fiducia e non ha richiesto al Comune di Maracalagonis di dimostrare con i titoli l’asserita proprietà.

Inoltre, sempre rileggendo la sentenza del Tar, ci chiediamo:
può una sentenza emessa per il Comune di Maracalagonis aver valore per chi ha casa nel territorio di Sinnai? Quale tutela hanno avuto i condomini della zona di Sinnai?

Pare inverosimile che un Tribunale Amministrativo, posto a tutela degli interessi legittimi degli amministrati (i cittadini) nei confronti dell’esercizio di un potere della pubblica amministrazione, affermi che chi ha casa nel territorio di Sinnai non ha nessun diritto, e che può decidere il Comune limitrofo perché ha una maggiore estensione di territorio.

Dalla sentenza:
Nessuna decisiva rilevanza, nei sensi invocati dalla ricorrente, può essere altresì riconosciuta alla circostanza che parte del sistema idrico in questione faccia capo al Comune di Sinnai, sia in considerazione della modesta rilevanza della parte ricadente in quest’ultimo comune (solamente il 10%), sia in considerazione della circostanza che le principali strutture del sistema di potabilizzazione ricadono nell’ambito del Comune di Maracalagonis.”

Oltretutto il Tar ha tenuto conto solo dell’ubicazione del sistema di potabilizzazione senza verificare la proprietà dell’opera e dell’area: come dire che qualsiasi opera nel territorio di Maracalagonis appartiene al Comune.
Il sistema di potabilizzazione è stato realizzato dal Condominio con i soldi dei condomini che, perciò, sono i proprietari. Non fa parte delle opere previste nella convenzione di lottizzazione stipulata ed è ubicato in un’area che non è mai stata ceduta al Comune di Maracalagonis, perciò privata! 

In quali sentenze è scritto che tutte le infrastrutture idriche esistenti a Torre delle Stelle sono di proprietà comunale?

– Le sentenze per le opere di urbanizzazione
E’ stata forse la sentenza del TAR Sardegna, emessa nel 2015, a trasferire i titoli di proprietà delle strade e della rete idrica sottostante al Comune di Sinnai?

Impossibile, perché all’obbligo di acquisire le opere, sancito con la sentenza del Tar, avrebbero dovuto far seguito degli atti formali che non vi sono stati: le strade sono ancora degli originari proprietari.

Il trasferimento automatico delle proprietà alle pubbliche amministrazioni non avviene neppure con la dichiarazione di pubblica utilità. La dichiarazione di pubblica utilità, in assenza di atti di esproprio, non può sottrarre al privato il possesso del bene anche quando si è in presenza di una lottizzazione regolarmente approvata (lottizzazione convenzionata che per il territorio di Sinnai non esiste).

Cassazione civile, sez. un., 13/07/2001, n. 9544
“La dichiarazione implicita di pubblica utilità impressa al bene a seguito dell’approvazione del piano di lottizzazione da parte del comune, comporta un affievolimento del diritto di proprietà ma non incide sul diritto al possesso del soggetto privato. La p.a. pertanto, ove voglia procedere a privare l’espropriando di quest’ultimo diritto, deve agire con uno specifico provvedimento (decreto d’occupazione) e qualora non lo adotti, ponendo in essere una mera attività materiale, resta assoggettata alle azioni possessorie del privato da proporsi davanti a giudice ordinario.”

Sono forse le sentenze emesse dal Tar Sardegna, Consiglio di Stato e Cassazione ad aver dichiarato il Comune di Maracalagonis proprietario di tutte le opere esistenti a Torre delle Stelle?

No! Le menzionate sentenze non hanno dichiarato pubbliche tutte le opere, ma esclusivamente quelle comprese nella Convenzione di lottizzazione “Canne Sisa e Baccu Mandara” (l’unica lottizzazione che ha realizzato opere di urbanizzazione e l’unica regolarmente trascritta).

E’ assodato che la Sentenza della Cassazione non ha modificato il merito delle precedenti sentenze, perciò rimangono valide le decisioni del Tar e del Consiglio di Stato.

Il Tar Sardegna, con la sentenza n. 602 del 10 settembre 2013così si è espresso:
“Per quanto sin qui esposto il ricorso n. 969/2009 va accolto in parte qua, con la conseguente condanna del Comune di Maracalagonis a prendere in carico tutte le opere di urbanizzazione comprese nella lottizzazione “Canne e Sisa e Baccu Mandara” (denominata anche lottizzazione “Torre delle  Stelle”), opere già trasferite in proprietà al Comune di Maracalagonis con l’atto aggiuntivo del 1977.”

affidamento
Sentenza TAR N.602-2013 – Acquisizione delle sole opere cedute al Comune di Maracalagonis nel 1977


Il Tar dice che il Comune di Maracalagonis può acquisire le opere non comprese nella convenzione di lottizzazione “Canne Sisa e Baccu Mandara” e quelle di cui non è proprietario?

No! Pertanto sono escluse le opere che hanno costruito i condomini con i loro denari e che nel 1977 non esistevano.

Successivamente il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 5847 del 7 novembre 2014, ha confermato la sentenza del Tar specificando che la presa in carico è da ritenersi obbligatoria limitatamente alla Convenzione di lottizzazione stipulata con l’Immobiliare Torre delle Stelle (esclude dal giudizio le altre lottizzazioni):

“oggetto del giudizio in relazione al petitum avanzato dagli interessati, è e rimane la presa in carico da parte del Comune di Maracalagonis delle opere di urbanizzazione limitatamente alla lottizzazione denominata “Canne e Sisa e Baccu e Mandara” con esclusione di altre lottizzazioni che pure potrebbero essere inserite, insieme a quella testé specificata, in un più vasto comprensorio immobiliare denominato Torre delle Stelle.”

affidamento
Consiglio di Stato Sentenza N.5487-2014 – Acquisizione delle sole opere comprese Convenzione “Canne Sisa e Baccu Mandara”
E’ dunque palese che le sentenze hanno accertato la proprietà del Comune di Maracalagonis delle sole cessioni fatte dall’Immobiliare Torre delle Stelle nel 1977.

Sono di proprietà del Comune di Maracalagonis solo le aree e le strade che sono state trasferite al Comune con la Nota di Trascrizione del Contratto Aggiuntivo registrata il 16 febbraio 1977.

Non sono perciò di proprietà del Comune di Maracalagonis tutte le opere che nel 1977 non esistevano e che pertanto non potevano far parte delle cessioni fatte dall’Immobiliare Torre delle Stelle:

  • i pozzi di Geremeas con la tubazione sino a Torre delle Stelle
  • tutte le opere connesse al sistema idrico (realizzate dai condomini) e ubicate nel cantiere condominiale
  • i serbatoi di accumulo realizzati dopo il 1977 (il serbatoio di Via Orione e il raddoppio del serbatoio del villaggio)

Non sono di proprietà del Comune di Maracalagonis le aree che l’Immobiliare Torre delle Stelle non ha ceduto al Comune e i cui mappali non compaiono in nessun atto della Convenzione di lottizzazione “Canne Sisa e Baccu Mandara”:

  • l’area del cantiere condominiale
  • l’area del serbatoio del Saraceno
  • l’area del serbatoio del Villaggio
  • i 13 ettari della zona Via Croce del Sud che nel 1977 erano di proprietà della società “Stand by Foundation” che non ha stipulato alcuna convenzione con il Comune di Maracalagonis.
Dalla mappa allegata al contratto aggiuntivo del 1977 si evince chiaramente quali sono le proprietà cedute dall’Immobiliare Torre delle Stelle al Comune di Maracalagonis.
Allegato C Contratto aggiuntivo 1977-Lottizzazione Torre delle Stelle
Mappa cessioni Comune Maracalagonis-Allegato C Contratto aggiuntivo 1977
– Ritornando ad oggi e al prossimo affidamento ad Abbanoa

Con il comunicato congiunto delle Amministrazioni Locali e di Abbanoa siamo stati informati che a breve vi sarà l’affidamento definitivo da parte dell’Egas ad Abbanoa.
Ciò fa presupporre che i Comuni di Maracalagonis e Sinnai, dal 10 agosto 2016 ad oggi (senza comunicarlo ai condomini), abbiano acquisito la proprietà di tutte le opere idriche esistenti a Torre delle Stelle e dei terreni dove sono ubicate.
Possono perciò redigere il verbale di consistenza di tutte le infrastrutture idriche (che deve essere firmato dal responsabile dell’Ufficio Tecnico) e le Giunte Comunali possono deliberare la concessione gratuita ad Abbanoa.

Il tutto nel rispetto dell’art. 153 del D.Lgs. 152/06 e del comma 7 dell’art.15 della convenzione di affidamento.
La realtà dei fatti, però, appare differente (vi è qualcosa che vorrebbe andare oltre le norme e le pronunce giudiziarie) e sono tanti gli interrogativi…

Con quale stratagemma sono state superate le difficoltà che lo scorso anno impedivano l’applicabilità dell’art. 153?

Non ci risulta che i Comuni abbiano proceduto con atti di esproprio (avremmo letto le delibere).
Invece risulta, dal comunicato di Abbanoa, del 20 gennaio 2017, che a quella data i Comuni non avevano ancora fornito la documentazione comprovante la titolarità della rete idrica.

affidamento
Documentazione proprietà della rete assente

Si vocifera che si voglia ricorrere all’usucapione pubblica, ma per applicarla sono indispensabili dei precisi presupposti, tra i quali: il possesso, da dimostrare, esercitato per oltre 20 anni e il consenso dei proprietari (non ci risulta che i proprietari siano stati interpellati).

Com’è possibile che il Comune di Maracalagonis invochi il rispetto delle delibere di acquisizione di tutte le opere di urbanizzazione, emesse nel 2010, quando vi sono delle pronunce del Tribunale di Cagliari che le hanno dichiarate da disapplicare?

Ordinanza del Tribunale civile di Cagliari n. 1102 del 22.3.2011
“la delibera n. 146 della Giunta Municipale di Maracalagonis in data 6.12.2010 è palesemente affetta da carenza assoluta di potere, e quindi da disapplicare, atteso che il trasferimento della proprietà in capo al Comune delle opere infrastrutturali previste nelle convenzioni di lottizzazione non può essere conseguito con atto d’autorità, necessitando di apposita convenzione”.

Sentenza del  Tribunale di Cagliari n.3175 del 10 novembre 2014
“condividendo le argomentazioni già svolte da questo Tribunale in diverso procedimento, si ritiene che la delibera n° 147 della Giunta Municipale di Maracalagonis del 6.12.2010 sia affetta da carenza assoluta di potere e che, quindi, debba essere disapplicata, atteso che il trasferimento della proprietà al Comune delle opere infrastrutturali previste nella convenzione di lottizzazione non può essere conseguito con atto autoritativo ma necessita di apposita convenzione” (v. in proposito, Trib. Civ., sez. II, ordinanza n° 1102, 1.4.2011).

Come possono i Comuni di Maracalagonis e Sinnai, o meglio i loro funzionari, redigere il verbale di consistenza di opere che non sono state realizzate dai Comuni?

Il comma 7 dell’art. 15 della convenzione di affidamento afferma che: il verbale deve essere “redatto dal Gestore in contraddittorio con il soggetto che ha realizzato l’opera“.

Molte delle opere che fanno parte delle infrastrutture idriche sono state realizzate dal Condominio: i progetti sono a nome del Condominio e i costi sono stati sostenuti dai condomini.
E’ perciò di tutti i condomini il potere e il diritto a redigere quel verbale di consistenza delle infrastrutture in contraddittorio con Abbanoa.

Il diritto e il potere è di tutti condomini e non dell’amministratore del Condominio: tale potere non spetta all’amministratore neppure con il consenso della maggioranza dei condomini.

Così afferma la giurisprudenza in più sentenze:
Cassazione Civile13 aprile 2016, n. 7201
“Ai sensi dell’art. 1108, terzo comma, codice civile, applicabile al condominio in forza del rinvio operato dall’art. 1139 codice civile, è richiesto il consenso di tutti i partecipanti alla comunione e, quindi, della totalità dei condomini, per gli atti di alienazione o di costituzione di diritti reali sul fondo comune o per le locazioni ultranovennali. Il consenso di tutti i condomini è, quindi, necessario anche per la transazione che abbia ad oggetto i beni comuni, potendo annoverarsi la transazione, in forza dei suoi elementi costitutivi, ed in particolare delle reciproche concessioni, fra i contratti a carattere dispositivo. Per la ragione di cui sopra, non rientra nei poteri dell’assemblea condominiale – che decide con il criterio delle maggioranzeautorizzare l’amministratore del condominio a concludere transazioni che abbiano ad oggetto diritti comuni.” (idem Cass. Sent. n. 4258 del 24/02/2006 – Cass. Sent. n. 821 del 16/01/2014)

– Conclusioni

Questa è la complicata situazione in cui è precipitato il nostro villaggio: informazioni ufficiose, sentenze e delibere contrastanti, tutto nell’incertezza assoluta.

Questo accade quando si hanno delle Amministrazioni Locali che fanno solo i propri interessi e calpestano i diritti di chi ha investito tanti denari nelle proprie case e nel rendere il villaggio vivibile.

Le azioni promosse dai Comuni e dai loro “sponsor”, la noncuranza delle amministrazioni locali per i tanti condomini che si opponevano alla gestione comunale d’imperio e che avrebbero voluto trovare un accordo condiviso per la gestione del villaggio, hanno portato ai risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti: il villaggio è nel degrado.

C’è però chi a Torre delle Stelle esulta per questi “grandi risultati” e, guarda caso, sono tutti quei proprietari che da anni non pagavano il condominio (per questo esultano) e che hanno avuto udienza dalle amministrazioni locali.

Pare inverosimile, ma a Torre delle Stelle accade. Il Tribunale di Cagliari ha sempre dichiarato legittime le quote condominiali pretese dal Condominio, ma le amministrazioni locali sono apertamente schierate con chi a Torre delle Stelle non rispetta le sentenze e per anni ha usufruito dei servizi pagati da altri (pensano di avere solo diritti e non doveri).

Pare inverosimile, ma chi ha sempre pagato le spese condominiali, e ha contribuito alla vivibilità di tutta la collettività, non ha udienza ed è pubblicamente accusato, da chi non paga, di far parte di una comunità illegale e di inciuci. Il tutto con il beneplacito delle amministrazioni locali che dovrebbero difendere gli onesti cittadini.

Siamo caduti veramente in basso:
Torre delle Stelle era tra i villaggi più apprezzati della costa ed oggi le uniche certezze sono la tristezza di vedere un villaggio abbandonato (dove non è più un piacere stare) e il deprezzamento del valore delle nostre case!