condomini paganti di Torre delle Stelle

Buone notizie per i condomini paganti di Torre delle Stelle: Ordinanza del Tribunale di Nuoro.

L’Ordinanza del Tribunale di Nuoro è portatrice di buone notizie per chiunque faccia parte di un Condominio con un’unica utenza idrica Abbanoa e, soprattutto, per chi è in regola con il versamento delle quote condominiali; per la complicata situazione della rete idrica di Torre delle Stelle è anche un importante chiarimento, perché definisce quali procedure Abbanoa può mettere in atto nei confronti delle utenze condominiali con difficoltà nei pagamenti.
La suddetta ordinanza è stata emessa il 27 luglio 2015 per il procedimento promosso dall’ADICONSUM (Associazione a difesa dei consumatori) contro Abbanoa, ed una parte del ricorso è dedicata esclusivamente alle utenze condominiali.
Questo il link: Ordinanza N.268/2015 del Tribunale di Nuoro (abbiamo evidenziato le parti riguardanti i Condomini).

La contestazione fatta dall’Adiconsum ad Abbanoa, l’unica accolta dal Tribunale di Nuoro, è l’inserimento, nei contratti condominiali, della clausola che prevede la possibilità per Abbanoa di ricorrere alla sospensione del servizio idrico a tutti i condomini per la tutela e il recupero del proprio credito.

Il giudice ha ritenuto: «un grave squilibrio contrattuale la possibilità per Abbanoa di avvalersi di uno strumento di coercizione in grado di incidere sulla sfera individuale del condomino virtuoso, senza dover prima opporre l’eccezione di inadempimento nei confronti del condomino moroso e in ogni caso pare fonte di squilibrio la clausola che permette al gestore di imporre lo slaccio dell’utenza all’intero condominio, impedendo la fruizione del servizio ai condomini in regola con i pagamenti».
Inoltre è stato messo in evidenza che: «Lo squilibrio contrattuale si percepisce nella posizione del singolo utente che non ha strumenti per evitare lo slaccio dipendendo, quest’ultimo, da fattori completamente estranei alla sua sfera di controllo».

Tutto ciò rafforzato dalla possibilità, dettata nella riforma del condominio (legge 11 dicembre 2012 n.220), che Abbanoa ha nell’attuare differenti modalità per il recupero dei propri crediti.
Le modalità previste nell’art. 63 delle disposizioni di attuazione al codice civile, il quale prevede che l’amministratore di Condominio è tenuto a trasmettere i dati dei condomini morosi e che i creditori devono agire preliminarmente nei confronti dei condomini non in regola con i pagamenti e successivamente, dopo una preventiva infruttuosa escussione dei morosi, possono rivalersi nei confronti dei condomini in regola.

condomini paganti di Torre delle Stelle
Riforma Legge 220/2012 -Condomini-morosi

Per le suddette motivazioni il Tribunale di Nuoro ha deciso di inibire alla Società Abbanoa di inserire nei contratti delle utenze condominiali la clausola che le permette la sospensione del servizio idrico all’intero Condominio.

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Considerazioni
Riteniamo che tale inibizione ad Abbanoa debba far gioire la gran parte dei proprietari di casa a Torre delle Stelle; tutti quei proprietari che si considerano condomini e come tali si sono comportati in tutti questi anni pagando tutte le quote condominiali.
Noi esultiamo, perché finalmente abbiamo la sicurezza che Abbanoa non può sospendere l’erogazione del servizio idrico e perché questa ordinanza mette fine all’esborso di quelle quote suppletive, necessarie per il pagamento delle bollette Abbanoa, che si è stati costretti a versare per sopperire al mancato incasso di quote condominiali (vedi Richiesta pagamento €300 del 18 Aprile 2015).

Sappiamo che Abbanoa vanta nei confronti del Condominio di Torre delle Stelle un credito di oltre 400.000 euro, ma il Condominio ha un credito di quote non pagate ben superiore (circa 800.000 euro) e dei decreti ingiuntivi emessi per un importo di 367.000 euro.

condomini paganti di Torre delle Stelle
Elenco decreti ingiuntivi 2014

E’ arrivato quindi il tempo che a pagare siano quei proprietari che per tanti anni non hanno pagato (alcuni dagli anni ’90) e per il nuovo amministratore quello di comunicare ad Abbanoa i nominativi dei condomini non in regola col pagamento delle quote condominiali; tutti gli altri condomini hanno già dato più del dovuto!

Si è a conoscenza che parte dei condomini morosi decretati ha fatto opposizione all’ingiunzione di pagamento. Ci chiediamo: con quali motivazioni?
Riportiamo come si è espressa, in merito, la Suprema Corte di Cassazione nel novembre del 2012: «in tema di opposizione a decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo emesso ai sensi dell’art. 63 disp. att. cod. civ. per la riscossione dei contributi in base allo stato di ripartizione approvato dall’assemblea, il condomino opponente non può far valere questioni attinenti alla validità della delibera condominiale ma solo questioni riguardanti l’efficacia della medesima. Tale delibera infatti costituisce titolo di credito del condominio e, di per sé, prova l’esistenza di tale credito e legittima non solo la concessione del decreto ingiuntivo, ma anche la condanna del condomino a pagare le somme nel giudizio di opposizione che quest’ultimo proponga contro tale decreto, ed il cui ambito è dunque ristretto alla sola verifica della esistenza e della efficacia della deliberazione assembleare di approvazione della spesa e di ripartizione del relativo onere (Cass. 2387/2003; 7261/2002; 11515/1999; 3302/1993). […]
Pertanto, una volta accertata la immediata esecutività della delibera, in base alla quale era stato legittimamente emesso il decreto, non potevano essere invocati nel giudizio di opposizione eventuali vizi invalidanti la predetta delibera che avrebbero dovuti essere fatti valere nel giudizi di impugnazione, atteso che il Giudice dell’opposizione al decreto non avrebbe potuto, neppure incidenter tantum, rilevare l’invalidità delle delibere impugnate» (Cass. 12 novembre 2012, n. 19605).

Dunque il titolo di credito di un Condominio sono le delibere approvate. Nello specifico caso del Condominio Torre delle Stelle, tutte le delibere per cui si è chiesto di emettere i decreti ingiuntivi sono state regolarmente approvate dall’assemblea condominiale e tutti i condomini hanno ricevuto i verbali contenenti le delibere che approvavano le spese, ma nessuno, neppure i decretati, ha ottenuto l’annullamento o la nullità delle medesime delibere. Pertanto, in base alla legge, le opposizioni non dovrebbero essere accolte, poiché ogni altra lamentela deve essere promossa e fatta valere in un altro giudizio.

I proprietari decretati affermano di non essere condomini e rivendicano il fatto che tutte le spese di gestione e manutenzione dei servizi siano in carico e sostenute dal Comune di Maracalagonis.
Chi ha casa a Torre delle Stelle sa bene che il Comune di Maracalagonis si è preso l’onere di eseguire alcuni servizi (pulizia spiaggia e manutenzione strade) relativamente da poco (dal 2010) e che le somme investite nel nostro villaggio sono state talmente irrisorie per poter essere sufficienti ed uniche. Inoltre, a tutt’oggi, il servizio di primaria importanza e pure il più oneroso, il servizio idrico, è totalmente sostenuto dalle quote condominiali, come pure il servizio di vigilanza, senza il quale Torre delle Stelle sarebbe terra di nessuno e gli impianti della rete idrica in balia di atti vandalici.

Vi è, oltretutto, la palese contraddizione nell’affermazione, di questi proprietari, di non appartenere al Condominio di Torre delle Stelle e contemporaneamente usufruire, da sempre, del servizio idrico riservato ai soli condomini.
La rete idrica di Torre delle Stelle è stata totalmente realizzata con fondi condominiali e il Condominio da oltre quarant’anni ne ha la gestione; ogni singolo contatore è stato installato dagli operai condominiali nelle abitazioni di chi faceva parte del Condominio o ha fatto esplicita richiesta di farne parte (tutta la zona 10), ciò presuppone che chi ha un’utenza idrica a Torre delle Stelle faccia indubbiamente parte del Condominio, altrimenti non avrebbe né contatore e né acqua nella propria abitazione.

La prova evidente di detta contraddizione è contenuta nell’Ordinanza del Tribunale di Cagliari del 13 maggio 2015 (cliccare per leggere) che ha ordinato lo slaccio dell’utenza idrica realizzata per il chiosco del parco, perché il titolare non faceva parte della compagine condominiale ed il Condominio non può erogare il servizio idrico a chi non è condomino.
Troppo comodo avere l’acqua in casa e poi affermare di non far parte del Condominio nel momento in cui si devono corrispondere le quote condominiali; non si può decidere di far parte di un Condominio quando conviene e uscirne a proprio piacimento (a Torre delle Stelle chi non è mai stato condomino usa l’acqua di pozzo!).

Noi, come condomini che hanno sempre pagato tutti gli oneri condominiali e non solo l’acqua, siamo i creditori, insieme ad Abbanoa, a cui spettano gli importi dei decreti ingiuntivi; abbiamo permesso con i nostri soldi che molti proprietari usufruissero dei servizi del Condominio pur non pagando e pertanto il mancato incasso sarebbe lesivo nei nostri confronti.

Teniamo a sottolineare che questo post lo invieremo anche alla Società I Borghi, perché a Torre delle Stelle “corre voce” che si stiano prendendo accordi per una mediazione sugli importi richiesti nei decreti ingiuntivi.
Invitiamo tutti i condomini a comunicare, ai Sigg. Sartini e Diana (i nuovi amministratori), il proprio disappunto per un’eventuale contrattazione dei crediti che spettano al Condominio (a tutti i condomini).

Direttamente alla Società I Borghi, nell’ipotesi che dette voci siano veritiere, facciamo notare che non esiste nessuna norma di legge che li autorizzi a fare accordi di alcun genere senza renderne partecipi tutti i condomini e che, in detto caso, neppure il Comitato Direttivo è autorizzato.
La legge stabilisce che:
“nelle controversie in ambito condominiale, l’amministratore può sottoscrivere l’accordo di conciliazione, con effetti vincolanti per il condominio, soltanto dopo che l’assemblea, con apposita delibera, ne abbia approvato il contenuto. L’art. 71-quater disp. att. c.c. stabilisce che tale approvazione debba avvenire con la maggioranza degli intervenuti all’assemblea e almeno la metà del valore dell’edificio a meno che, in relazione all’oggetto della proposta di accordo, il codice non richieda una maggioranza più elevata. Se tale maggioranza non è raggiunta, l’accordo di conciliazione non si perfeziona e la mediazione fallisce”.