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Assemblea 10 giugno: confezionata per essere impugnata con facilità

L’assemblea del 10 giugno non ha potuto deliberare.

Per la seconda volta l’amministratore giudiziario è riuscito a convocare un’assemblea con un nulla di fatto.
Nei quasi tre anni trascorsi, dalla nomina della Società I Borghi, si sarebbero dovute svolgere tre assemblee con le quali approvare altrettanti bilanci consuntivi annuali. Invece le assemblee sono state solo due e di bilanci approvati nessuno!
In tre anni due assemblee e due flop!

Per l’assemblea del 21 maggio 2016 bisogna ammettere che l’amministratore vi ha messo un maggior impegno. Il fine (incredibile per un amministratore giudiziario nominato per normalizzare la gestione condominiale) era di sciogliere il condominio e farsi nominare liquidatore con un lauto compenso.

Per l’assemblea del 10 giugno, invece, l’impegno è stato quello di confezionarla in modo che vi fossero tutti gli elementi indispensabili per poterla impugnare senza difficoltà.

Elementi essenziali di un’assemblea

Fa parte dei basilari di un’assemblea la necessaria convocazione per raccomandata con ricevuta di ritorno.
E’ ugualmente indispensabile inviare tutta la documentazione dei bilanci da approvare.
E’ obbligo dell’amministratore redigere dei bilanci nel rispetto del regolamento di condominio.
E’ sancito dalla legge che la contabilità sia certificata da un revisore dei conti nominato dall’assemblea.
E’ indispensabile il corretto conteggio dell’intera compagine condominiale per stabilire il quorum necessario  alla costituzione dell’assemblea.
Ebbene tutti gli elencati presupposti non sono stati rispettati per l’assemblea convocata il 10 giugno.

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Le “presunte colpe” del Comitato Direttivo vengono dal passato e anche da chi oggi si oppone al Condominio

Si rimane perplessi dalla continua falsificazione dei fatti che hanno fatto la lunga storia del Condominio di Torre delle Stelle e dagli innumerevoli tentativi di voler far ricadere ipotetiche “responsabilità e colpe” sull’amministrazione condominiale dell’ultimo decennio (amministratore e comitato direttivo).

Il Condominio di Torre delle Stelle si è costituito negli anni ’60 per volontà dell’Immobiliare Torre delle Stelle che vendeva i lotti, e i proprietari vi hanno aderito acquistando ed utilizzando i servizi (concetto ribadito nelle recenti Sentenze del Tribunale di Cagliari:  N.1871 del 17/06/2016 e N.2264 del 21/07/2016).
I proprietari, nella loro qualità di condomini, hanno approvato i vari regolamenti condominiali, stabilendo delle regole obbligatorie per tutti i condomini, ed oggi le conseguenze di quelle regole le si vorrebbe addebitare come colpe a chi probabilmente non ha votato quei regolamenti, ma li ha solo rispettati.

Nelle scorse settimane abbiamo appreso, dal blog della Nuova Associazione, che gran parte delle delibere approvate nelle assemblee sarebbero nulle per “la pretesa” dei rappresentanti di zona di votare per gli assenti e che, in virtù di tale nullità, i condomini potranno chiedere il risarcimento di ciò che hanno versato come quote condominiali. Viene inoltre precisato che sarebbero nulle tutte le delibere dal 2008 in poi…
Come mai solo da tale data?
I rappresentanti di zona votano alle assemblee dal 1981 e non dal 2008.
C’è qualcosa che non torna!

Con l’aiuto di chi a Torre delle Stelle vi è dalle origini, e il recupero di vari documenti, siamo riusciti a ricostruire la storia dei regolamenti e della volontà dei condomini.

L’istituzione dei rappresentanti di zona era prevista sin dal primo Regolamento del 1973 e la loro nomina avveniva in assemblea, questo l’originario articolo:
Art. 9 – “L’Assemblea nomina ogni due anni un comitato direttivo composto da nove condomini con funzione consultiva, di controllo e di iniziativa al quale l’Amministratore deve presentare i bilanci preventivo e consuntivo prima di sottoporli all’approvazione dell’Assemblea. Il Comitato Direttivo presenterà all’Assemblea una propria relazione sui bilanci presentati dall’Amministratore. Il Comitato Direttivo avrà composizione paritetica in relazione alle varie zone del condominio.”
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Una sentenza taciuta che mette la parola fine alle ipotetiche richieste di rimborso quote condominiali

Nel corso di questa estate il Tribunale di Cagliari ha emesso due sentenze per il Condominio di Torre delle Stelle, ma solo una delle sentenze è stata resa nota ai condomini, eppure le argomentazioni e le richieste di chi ha promosso le cause sono le medesime, come uguali sono le pronunzie della Cassazione che il Giudice di Cagliari ha utilizzato per motivare la sua decisione.

La Società I Borghi ha taciuto sulla sentenza emessa il 17 giugno 2016 (la prima) e reso pubblica la seconda del 21 luglio 2016 (ne abbiamo parlato nei due precedenti articoli: Le strategie di chi a Torre delle Stelle non vuole pagare le quote condominiali e Torre delle Stelle: chi paga e chi non paga).
La nostra interpretazione della scelta operata dalla Società I Borghi è la seguente: esisteva una primaria urgenza di far cassa con i versamenti dei condomini ed è stata pubblicata la seconda sentenza evidenziando la decisione del Tribunale sulla “obbligatorietà del pagamento delle quote condominiali”, così molti condomini hanno versato i 400 euro richiesti dall’amministratore giudiziario. L’altra sentenza è invece rimasta nel “cassetto”, forse per dovere di riconoscenza agli “amici”.

Sentenza 2264 del 2016 Torre delle Stelle
Pubblicazione Sentenza 2264-2016 – Obbligatorietà pagamento quote

Sicuramente pochi lo ricordano, ma nel lontano 2005 (undici anni fa) un gruppo di proprietari che si qualificano “non condomini” aveva promosso una causa per ottenere dal Tribunale di Cagliari una sentenza che dichiarasse:

  • gli immobili di loro proprietà esclusiva non facenti parte di alcun condominio
  • gli atti deliberativi del Condominio Torre delle Stelle nulli
  • tutti i pagamenti eseguiti e quelli che il Condominio pretende non dovuti
  • la condanna dell’amministratore in persona alla restituzione delle somme ricevute.

I 29 proprietari citarono in giudizio personalmente l’ex amministratore e non il Condominio.
Da notare che nell’anno 2005 il Comune di Maracalagonis non aveva deliberato l’acquisizione delle opere di urbanizzazione (del 2010), non si era pronunciato il Tar né il Consiglio di Stato, il geom. Arca era amministratore da soli due anni e la stragrande maggioranza dei servizi era gestita dal Condominio, ma nonostante ciò le azioni erano, già da allora, indirizzate alla persona e non all’amministratore come rappresentante del Condominio.
Per chi segue da anni le annose vicende del nostro Condominio non è una novità.
I cosiddetti “non condomini” hanno sempre preferito la personalizzazione della “guerra” al Condominio. Identificare il Condominio nel solo amministratore e nei rappresentanti di zona dava maggiori possibilità di trovare alleanze. E’ più semplice fare la guerra al singolo che verso tutti i proprietari, ossia il vero Condominio.
La prova della datazione delle ostilità è contenuta nella richiesta di nomina dell’amministratore giudiziario:
“I predetti hanno proposto ricorso tendente alla nomina di un Amministratore giudiziario a causa del contrasto sfociato in numerosi contenziosi giudiziari, fin dagli anni 1990, riguardo l’inutilità del condominio ed il conseguente rifiuto di corrispondere le quote c.d. condominiali, in quanto le relative spese attengono ad oneri oramai di pertinenza pubblica.”
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