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Torre delle Stelle: chi paga e chi non paga

Se il Condominio di Torre delle Stelle fosse un normale condominio di una palazzina, nel quale si vive per la quasi totalità dei 365 giorni dell’anno e tutti sanno del loro vicino di casa, avrebbe nella sua compagine condominiale le consuete dinamiche comportamentali: quelle di emarginare e contrastare chi non contribuisce alle spese per il decoro e il mantenimento della propria palazzina.

A Torre delle Stelle, invece, il numero elevatissimo dei condomini spesso non consente la conoscenza reciproca, ma capita anche che, quando s’individua il condomino moroso, il clima vacanziero porta a scacciare le rogne e a sorvolare sulle meschinità altrui.
Va inoltre detto che in un piccolo condominio si riceve l’intero elenco delle quote condominiali dovute da tutti i condomini, mentre a Torre delle Stelle detto elenco è corposo e non viene allegato alla documentazione inviata via posta, pertanto rimane sconosciuto ai più.
La maggioranza dei condomini non accede all’area riservata del sito per visionare la totalità delle quote e forse ancor meno ne chiede copia all’amministratore, questo permette a molti condomini di “spacciarsi” per paganti anche quando non lo sono e fa sì che anche chi è “moroso” venga considerato amico; ma può definirsi amico chi usufruisce di servizi e beni alle spalle altrui?
In un semplice condominio non accade che si vada “d’amore e d’accordo” col vicino di casa che si fa la doccia con l’acqua pagata da altri e tanto meno accadrebbe che a gravare su tutti siano maggiormente le attività che consumano acqua in gran quantità.

L’art. 63 disp. att. c.c. prevede, al comma 3, che:
“in caso di mora nel pagamento dei contributi che si sia protratta per un semestre, l’amministratore può sospendere il condomino moroso dalla fruizione dei servizi comuni suscettibili di godimento separato.”
ma a Torre delle Stelle accadeva che allo stacco dell’utenza idrica, effettuato dall’Amministratore, si opponeva il Comune di Maracalagonis con ordinanza di riallaccio e che l’amministratore veniva denunciato penalmente e personalmente.
Quelle che per legge sono ritenute le procedure a tutela di tutti i condomini paganti, a Torre delle Stelle provocavano cause giudiziarie al TAR (per la controversia con la P.A.) e al Tribunale Civile (per la controversia con l’utente distaccato).
L’altra particolarità è l’avere condomini non paganti che si stizziscono quando gli vien dato l’appellativo di “morosi”, perché sostengono di non essere condomini e di pagare l’unico servizio di cui usufruiscono: i soli consumi idrici (ultimamente neppure al Condominio ma direttamente ad Abbanoa).

Il Tribunale di Cagliari, nella recente sentenza N.2264 del 21 luglio 2016, ha finalmente fatto chiarezza e stabilito che la qualità di condomino spetta ai proprietari che con l’atto pubblico di compravendita di fatto hanno aderito al consorzio di urbanizzazione Torre delle Stelle e acquisito sia il diritto di partecipazione e di voto alle assemblee, sia l’onere di pagare le quote condominiali.

Sentenza N.2264 del 21 luglio 2016 Torre delle Stelle
Sentenza N.2264 del 21 luglio 2016 – Chi acquista ha diritti e doveri

Finalmente chi partecipa alle assemblee, chi esercita il diritto di voto, chi promuove azioni giudiziarie a propria tutela, utilizzando la normativa di legge specifica per i Condominii con la quale è stato nominato dal Tribunale un amministratore di proprio gradimento, non può negare la sua qualità di condomino solo nel momento del dovere: QUANDO DEVE CONTRIBUIRE ALLE SPESE.

Chiunque ha casa a Torre delle Stelle sa bene, a meno che non voglia negare l’evidenza, che per oltre quarant’anni tutti i costi di gestione della nostra località sono stati sostenuti dai condomini e che solo negli ultimi anni i Comuni hanno sostenuto dei costi, ma nonostante ciò vi sono proprietari che non pagano regolarmente dagli anni ’90 pur utilizzando tutti i servizi erogati dal Condominio.

Quando si fa parte di un condominio non si può decidere arbitrariamente di pagare solo una parte della quota condominiale!

L’art. 1118 c.c. stabilisce che un condomino non può sottrarsi all’obbligo di contribuire alle spese comuni, quando sono state effettivamente sostenute e deliberate in assemblea.
Non ha rilevanza sostenere che determinate spese sono di competenza delle Amministrazioni Pubbliche e per tale motivo non dovute al Condominio, è un assunto non condiviso dalla Corte di Cassazione che ha affermato la legittimità della maggioranza condominiale di poter deliberare spese per oneri di spettanza comunali.

CORTE DI CASSAZIONE, SENTENZA 19 novembre 2009 N. 2456
“In tema di condominio, la norma dell’art. 40, secondo comma, della legge 17 agosto 1942, n. 1150, che pone a carico del comune la costruzione e manutenzione di pavimenti e l’illuminazione dei portici soggetti a servitù di pubblico passaggio, non impedisce che il condominio, nel cui fabbricato questi si trovino, possa autonomamente deliberare la ricostruzione di tale pavimentazione con caratteristiche migliorative rispetto a quelle esistenti e per le quali il comune medesimo è tenuto alla semplice manutenzione.”
(Fonte: sito web ANACI)

Troppo comodo affermare che sono oneri a carico dei Comuni e per tale motivo non dovuti, quando non è il Comune a sostenerli ma il Condominio con le quote di chi paga regolarmente ed anticipa quote anche per chi non paga.
Come non è più tollerabile sentir dire che si è in regola con i pagamenti per aver pagato i soli consumi idrici e, peggio ancora, che i decreti ingiuntivi non andavano promossi perché nulli i costi pretesi.
La maggioranza dei condomini quei costi li ha deliberati in assemblea e pagati regolarmente!

Sono tutte menzogne che vengono raccontate e alle quali, purtroppo, molti in buona fede credono, ma possono essere verificate da tutti. E’ sufficiente chiedere l’accesso alla zona riservata del sito del Condominio e visionare le note di addebito del 2015: vi è un numero notevole di condomini che non paga nulla da anni ed un altrettanto notevole numero che versa ridicoli importi per consumi idrici.
Le cifre sono eloquenti e danno la misura dell’interesse di molti a ricercare tutte le possibili motivazioni per non saldare il debito.
Come la nullità del voto dei rappresentanti di zona con la conseguente nullità di tutte le delibere di approvazione delle spese, che consente la contestazione dei decreti ingiuntivi attivati nel 2014.

CORTE DI CASSAZIONE, SENTENZA 12 gennaio 2016 N. 306
Nell’eventualità in cui venga emesso un decreto ingiuntivo in forza di una deliberazione nulla (e non annullabile), in sede di opposizione è ammessa la contestazione relativa alla validità della decisione assembleare, cosa che viceversa non è consentita allorquando si versi in ipotesi di annullabilità che, com’è noto, deve essere eccepita entro 30 giorni dinanzi al Tribunale.

Dalle note di addebito del 2015 abbiamo estrapolato i dati, ovviamente cancellando i nomi, e realizzato due tabelle con le cifre dei maggiori debitori:

  • Tabella A – con le cifre dei maggiori debiti pertinenti a condomini che nulla hanno versato nel 2014 e negli anni precedenti.
  • Tabella B – con le cifre dei maggiori debiti pertinenti a condomini che hanno versato i soli consumi idrici.
Tabella A pagamenti 2014-Nessun importo pagato
Tabella A pagamenti 2014-Nessun importo pagato
Tabella B - Importi parziali versati 2014
Tabella B – Importi parziali versati 2014

Ora che avete visto le tabelle, potete ancora credere a chi sostiene che i decreti ingiuntivi erano ingiusti o a chi pensa di essere in regola pagando i consumi idrici?

Le tabelle dicono che oggi i decreti ingiuntivi dovrebbero essere molti di più e che è falso che siano stati sempre versati i consumi idrici.
Vi è chi non versa nulla da anni e non necessariamente i maggiori debiti corrispondono ad un numero più elevato di anni di mancato pagamento, poiché dipende dall’importo della relativa quota annuale, alcuni esempi:

  • € 16.360,70 –  non paga da circa 12 anni
  • € 9.923,80   – non paga da  circa 9 anni
  • € 8.993,30   – non paga da circa 12 anni
  • € 8.617,78   – non paga da circa 10 anni
  • € 8.084,80  – non paga da circa 10 anni
  • € 7.251,81    – non paga da circa 13 anni
  • € 6.894,37   – non paga da circa 10 anni
  • € 5.927,27   – non paga da circa 10 anni
  • € 5.244,93   – non paga da circa 16 anni
  • € 5.211,37    – non paga da circa 12 anni
  • € 4.472,71   – non paga da circa 13 anni
  • € 4.403,75   – non paga da circa 12 anni
  • € 4.322,45   – non paga da circa 10 anni
  • € 3.936,35    – non paga da circa 13 anni
  • € 2.278,38   – non paga da circa 9 anni

Mancato pagamento di anni in cui tutti i costi erano sostenuti dal Condominio.
Il Comune di Maracalagonis ha acquisito le opere di urbanizzazione nel 2010 (6 anni fa), ma non i costi del servizio idrico.

Vi è poi chi ha versato nel 2014 al Condominio parziali somme o i soli consumi idrici, alcuni pochi euro, esempi:

  • importo versato € 262,44 su un debito di € 30.527,62
  • importo versato € 176,06 su un debito di € 16.516,33
  • importo versato € 144,90 su un debito di € 15.879,14
  • importo versato € 3,69 su un debito di € 12.350,16
  • importo versato € 36,44 su un debito di € 11.523,93
  • importo versato € 36,00 su un debito di € 8.332,92
  • importo versato € 55,70 su un debito di € 7.336,53
  • importo versato € 25,71 su un debito di € 4.702,80
  • importo versato € 9,00 su un debito di € 4.673,92
  • importo versato € 37,21 su un debito di € 3.803,25
  • importo versato € 12,10 su un debito di € 3.789,05
  • importo versato € 41,14 su un debito di € 3.372,29
  • importo versato € 26,00 su un debito di € 3.350,82
  • importo versato € 34,48 su un debito di € 3.251,96
  • importo versato € 13,00 su un debito di € 2.888,85

A chi non piacerebbe, a fronte di migliaia di euro dovuti, poter versare una cifra notevolmente inferiore?
Avere l’utenza idrica nella propria abitazione e versare ridicoli importi per consumi idrici?
Qualsiasi gestore pretende la quota fissa di accesso oltre i consumi idrici, questa la tabella con le quote fisse di Abbanoa:

Quote fisse Abbanoa
Quote fisse di accesso Abbanoa per singola utenza idrica

Come si fa a sostenere che si è in regola con i pagamenti versando pochi euro e che gli importi richiesti dal Condominio sono oneri comunali, quando non si paga da tempo immemorabile?

Diciamo la verità, alcuni proprietari hanno, da tempo immemorabile, la chiusura del Condominio come scopo della vita e non la valorizzazione di Torre delle Stelle.
Se è pur vero che come contribuenti dei Comuni abbiamo versato nelle casse comunali milioni di euro che non sono stati rinvestiti nel nostro territorio, il modo per ottenere tali investimenti era fare la guerra al Condominio che rendeva il nostro villaggio vivibile? E’ paradossale!

Il risultato di questa pseudo valorizzazione è sotto gli occhi di tutti.
Il villaggio è nel più completo degrado e la conseguenza è che le nostre case valgono sempre meno, perché il valore di un’abitazione è dato soprattutto da ciò che la circonda: dagli spazi verdi curati, dalle strade pulite e da tutte quelle attività e servizi che rendono maggiormente vivibile una località.

E per finire, chiedetevi quanto e cosa il Condominio avrebbe potuto realizzare se tutti avessero pagato regolarmente, anche solo con i 367.000 euro dei decreti ingiuntivi fatti ai proprietari che affermano di volere la valorizzazione di Torre delle Stelle, ma che fin’ora hanno dimostrato di tenere più al proprio portafoglio: tutti gli altri contribuivano ai servizi aprendolo mentre loro sono stati attenti a tenerlo ben chiuso!